giovedì 29 gennaio 2009

Terzo incontro

Lunedi 26 Gennaio

Terzo incontro con i nostri bambini.
Oggi siamo io, Patti e Maura, una nuova amica che ha accettato di darci una mano.
La sala ludica è finalmente a posto, manca solo la rampa per salire i tre gradini di accesso anche con la sedia a rotelle, visto che abbiamo una volontaria disabile che vorrebbe aiutarci e perché potremmo avere adesioni di bambini non autonomi nella mobilità. (La sto realizzando).
Anche oggi all’apertura abbiamo preparato l’ambiente, visto che lo condividiamo con i catechisti della parrocchia; la prima cosa è stata sistemare il lettore CD fuori portata in modo che M non possa mettere il volume al massimo ma allo stesso modo poter avere una colonna sonora senz’altro rilassante (intendiamoci, niente new age ma musiche e canzoni che i nostri bambini speciali ascoltano anche nei luoghi che abitualmente frequentano), poi abbiamo atteso l’arrivo dei bambini. Saranno tranquilli o irrequieti come lunedì scorso? La prima ad arrivare è stata MP che si è riambientata immediatamente, si è sdraiata sul tappetone con Rossella a, apparentemente, rilassarsi, lanciando qualche occhiata sfuggevole al suo giocattolo preferito: il cono di cerchi. La comparsa all’improvviso della palla luminosa ha catalizzato la sua attenzione portandola ad ipotizzare un gioco nuovo. Nel mentre è arrivato F: si guarda attorno sospettoso, dimostra di riconoscere perfettamente l’ambiente ma è più circospetto del solito, speriamo bene. La mamma gli toglie il cappotto e lo affida ad uno dei nostri collaboratori, MAT, un bambino di 10 anni, detto fra noi è mio figlio, che ha una dote innata: una pazienza incredibile con i bambini più piccoli o con difficoltà, e sembra che funzioni; una volta riuscito a portarlo sul tappetone, si è interessato alla pallina luminosa che MP ha al momento abbandonato. Nel frattempo arriva Rossella che si affianca a MAT nel seguire F mentre Betta segue MP. All’improvviso bussano alla porta: è lui o non è lui? E’ proprio M che entra di corsa, mi sorride!!!! e mi abbraccia. Mi ha riconosciuto. Sarà che al terzo appuntamento si sente definitivamente, o quasi, a suo agio, sarà la musica più diffusa nell’ambiente e non sparata al massimo come di solito ascolta, insomma, sorprende tutti e si siede sotto la radio ad osservare i giocattoli sparsi sul tappeto in totale tranquillità.
Nel frattempo MAT lascia F nelle mani di Rossella per avvicinarsi ad M e qui si spezza qualcosa; F scoppia in lacrime e neanche il ritorno di MAT riesce a calmarlo. Cominciamo a camminare per la stanza alternandoci a tenerlo per mano ma sembra non ci sia niente da fare, poi, dopo un po’, MAT riesce a farlo risedere sul tappeto con l’aiuto di un giocattolo musical parlante e a calmarlo un po’. Poi succede una cosa inattesa: si apre la porta, F si gira e, nonostante la nostra azione di disturbo, intravede la mamma sulla porta. Ciao F; non c’è più stato niente da fare, o la mamma o niente. Peccato. Rimasti con due amici, e visto l’ora, li chiamiamo per la merenda; ho dimenticato di dire che oggi abbiamo sostituito il tavolone unico con tre tavoli, in modo da poter creare, se eventualmente necessario, tre situazioni di intrattenimento seduti a tavola separate, anche per la merenda, visto che nei due incontri precedenti l’unico che sembrava gradire il momento era M. A sorpresa, invece, si avvicina allo stesso tavolo di M anche MP, curiosa di quello che stiamo facendo. Anche M non è molto convinto di quello che gli stiamo offrendo e siamo costretti, noi volontari, a mangiare un pezzo merenda per convincerlo che è buona. Probabilmente vedendo che noi stiamo mangiando e che la quantità di merenda sul tavolo diminuisce, inizia a mangiare anche lui e, udite udite…. Anche MP inizia. Una bella soddisfazione. Solo dopo abbiamo scoperto che a pranzo non ne ha voluto saperne di mangiare, ma noi siamo soddisfatti lo stesso perché, fame forzata o no, con noi l’ha fatto. La pausa ha sortito anche l’effetto di ricaricare le pile ai nostri due piccoli amici, e l’effetto è che MP non vuole più salire sul tappeto e M sembra tornato alla sua solita esuberanza. Dura però poco visto che M individua MAT sdraiato sul tappeto e pensa bene di rilassarli sdraiandosi anche lui; un’immagine dolcissima. MP continua con le sue danze, i suoi salti ed il suo digrignare i denti, segno di un probabile disagio o fastidio in essere, comunque, dopo vari tentativi, riesco a riportarla sul tappeto, dopo un lungo rimbalzare sul pallone gigante. In quell’istante arriva Eleonora, che di solito passa molto tempo con lei e che va a salutarla ma MP si avvicina alla porta per uscire; purtroppo per lei di guardi alla porta ci sono io ma questa vicinanza casuale fra noi innesca un impeto di gelosia in M che cerca di spostarla da me a forza. Con l’aiuto di MAT riesco a riportare tutti e due sul tappetone e a riportare un po’ di tranquillità. F purtroppo è ancora con la mamma, spero comunque lunedì prossimo di averlo con noi per tutto il pomeriggio; sto comunque cercando di capire ciò che ha provocato questo disagio, forse un giocattolo mancante, forse uno spavento preso, forse un periodo di indisposizione, chissà.
Giocando, chiacchierando fra noi, è quasi l’ora di salutarci e nel frattempo ci portano una notizia che ci rende estremamente felici: siamo finiti sulla carta stampata con tanto di articolo a più colonne e foto. La felicità non è assolutamente vanagloria ma è dettata dalla speranza di stimolare altre iniziative come la nostra sul nostro territorio perché questi bambini sono veramente speciali e quando F spalanca gli occhi, M ti abbraccia, MP finisce il suo cono e te lo fa vedere, ci fa capire che il nostro non è tempo perso ma tempo trovato.
E’ il momento: è ora di andare a casa. F, bastian contrario, è carichissimo, M non ne vuole sapere, MP , invece, si lascia vestire e ci saluta senza troppi problemi.
Ci salutano tutti; rimaniamo io e MAT e Maura a riporre i giochi, a coprire il tappeto e a spegnere le luci.
Arrivederci a lunedì.
Grazie a Patti, Maura, Betta, Rosssella, Rosanna, MAT.
Ciao da Maurizio

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